All’ombra della pensilina

– Alessandro Muroni –

All’ombra della pensilina è un libro complesso sia per la tematica trattata sia per lo stile usato dall’autore. Quando ho letto la trama, non mi aspettavo certo di poter percepire così a fondo un altro modo di intendere la vita, una realtà della quale spesso si sente parlare ma che riserva ancora molti lati oscuri.
Ma andiamo per gradi…
Questa è la storia di Luigi, un uomo sulla cinquantina che ha recentemente perso entrambi i genitori, e che ogni giorno si ritrova ad aspettare un bus alla solita fermata. Nulla di strano fin qui, se non per il fatto che Luigi è autistico. In seguito alla disgregazione della sua famiglia e alla perdita delle sue piccole sicurezze, Luigi si ritrova, con la vita in frantumi, a dover fronteggiare nuove difficoltà che prima di allora non esistevano, e a tentare di star dietro ad un mondo che segue una logica che va oltre il suo modo d’essere. Tuttavia, le immagini del suo passato lo aiutano a ritrovare una sorta di stabilità momentanea all’interno dell’ipermercato, poco distante dalla pensilina. Qui ritrova vecchie conoscenze che gli tenevano compagnia e aiutavano la sua famiglia nella gestione della quotidianità: gli elettrodomestici. Ordinati secondo un preciso criterio, puliti, lucidi, sempre lì fermi ad aspettarlo e a ridargli un equilibrio che profuma di casa, quella sua casa ben organizzata e dove tutto stava al posto giusto. 

In realtà Luigi non sa che le immagini che si affastellano nella sua mente sono riconducibili alla casa di famiglia, e che le due persone che ricorda sono i suoi genitori. O meglio, e questo è stato per me un punto cruciale del racconto, lui definisce suo padre come “l’uomo che fumava” e sua madre come “la donna che conoscevo“. Attraverso questa precisa scelta lessicale, l’autore ha saputo trasmettere al lettore uno dei tratti caratteristici del disturbo autistico, ovvero la difficoltà di esprimere un’emozione, un sentimento, compreso il legame verso i genitori, non riuscendo neanche ad identificarli come mamma e papà. Ho immaginato Luigi da bambino, che sorrideva ogni volta che incrociava lo sguardo di sua madre, che ogni giorno batteva le manine in braccio a suo padre… e poi l’ho immaginato spegnersi pian piano, non cercare più lo sguardo o le mani dei genitori e rifugiarsi in uno spazio suo, chiudendo per sempre le porte ad un mondo che, probabilmente, non è pronto ad accogliere modelli di vita al di fuori dei suoi standard. 

Non ho potuto fare a meno di provare grande tristezza e rammarico pensando a tutte le famiglie che quotidianamente devono fare i conti con l’autismo, ma soprattutto con chi non riesce a capire che “Luigi non vuole finire in un istituto, vuole rimanere a casa sua. Luigi chiede solo di essere capito e trattato come la persona che è: una persona, con autismo“.

Un gran bel libro che merita di essere letto! 

I diritti d’autore del libro saranno destinati all’associazione Diversamente Onlus.

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